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OM LA VIBRAZIONE ORIGINARIA

OM è universalmente considerato il mantra per eccellenza, la sillaba mistica che nel risuonare designa la Suprema Coscienza. 
Ma procediamo per gradi e spieghiamo in primo luogo che cosa sono i mantra. Si tratta di suoni assoluti, dunque privi di significato convenzionale, che agiscono con la loro qualità vibratoria sul fisico e sulla mente. La potenza di un mantra non risiede quindi nel significato semantico, ma nella vibrazione che produce nei veicoli che influenza.                   
Secondo la tradizionale filosofia Yoga, l’uomo è costituito da cinque stratificazioni sovrapposte (kosha) di cui Anna Maya Kosha è quello più esterno. E’ il nostro corpo fisico, visibile, formato di atomi materiali, il veicolo più grossolano, nel quale le vibrazioni sonore agiscono influenzando il sistema nervoso simpatico (parte attivante dell’autonomo) e le ghiandole del sistema endocrino. 
E’ stato da più parti riconosciuto come la vocalizzazione di suoni, eseguita vuotando i polmoni lentamente ed il più a fondo possibile, effettui una sorta di massaggio vibratorio in grado di mettere in circolazione le tossine accumulate nei tessuti, le quali verranno poi eliminate, grazie all’afflusso di sangue ben ossigenato che nutre e rivitalizza le cellule nel momento dell’inspiro. 
L’emissione sonora dei mantra ha una evidente componente respiratoria che si pone in rapporto con il Pranayama, cioè la dinamica e le tecniche di presa di coscienza e controllo del respiro.
In particolare la ripetizione dei bija mantra (sillabe germe) implica un’espirazione prolungata e profonda, compensata da una inspirazione più ampia; essa perciò instaura spontaneamente un ritmo regolare ed uniforme che contribuisce al rilassamento ed all’accurato controllo dei muscoli respiratori.
Attraverso il loro stretto collegamento con il respiro, chiave della ricerca e della realizzazione dello “stare” nel qui e nell’ora (non è infatti possibile respirare per il passato o per il futuro), i mantra si identificano come formule, parole o suoni di potere, atti a far acquisire e stabilizzare certi stati di coscienza. Si potrebbero in ultima analisi definire come pensiero vibrante.


E veniamo ora all’OM…
E’ un fatto ormai assodato dalla scienza che tutta la materia è energia e perciò ogni cosa, galassia o granello di sabbia, è un campo di forze in perpetuo stato vibratorio, ma prima…che cosa c’era? 
Prima vi erano un “tutto” ed il “nulla” insieme…. E questo “Tutto” è l’energia cosmica in riposo, in equilibrio. Il “Nulla” per converso non è il vuoto, ma lo stato non manifesto, senza spazio né tempo. Poi senza che nessuno, salvo l’Eterno, sappia perché, come o quando nell’akasha, l’”etere dinamico”, esplose la vibrazione delle origini. 
“In principio era…” il Verbo per la Bibbia, il big bang per il fisico, il damaru o tamburo di Shiva per il tantrico. E mentre produceva lo spazio-tempo, caro ad Einstein, il suono originale – la cui eco vibrerà nell’universo fino alla dissoluzione finale – si è diversificato in una cascata infinita di esseri e di forme. 
OM rappresenta l’energia cosmica allo stato puro, il suono primordiale che suscita le galassie. OM è la sillaba-germe, il bija dell’Universo, quella dalla quale tutto ha avuto origine. 
Essa è fra tutte la Sillaba Sacra ed Imperitura, simbolo dell’Infinito e dell’Assoluto e di tutte le concezioni che l’uomo può farsi del Supremo e del Divino; è il simbolo della Totalità e nello stesso tempo dell’Unità assoluta (non-dualità) che la trascende. 
Grazie a questa sillaba, importantissimo “seme” di meditazione, l’uomo può entrare in contatto intuitivo con la realtà suprema, con la radice stessa dell’Universo. OM è quindi il mantra per eccellenza, la cui ripetizione è in grado di svuotare la mente, preparandola alla pratica e alla meditazione. E’ proprio per tutta questa serie di motivi che iniziamo le nostre lezioni con la vocalizzazione dell’OM, perché la nostra intenzione sia il risveglio e la celebrazione della scintilla divina che caratterizza l’essere umano, il suo essere uno con l’Uno e con il Tutto, oltre ogni inizio ed ogni fine, oltre il tempo e qualsiasi dimensione. Alla vocalizzazione dell’OM si devono concentrazione e rispetto, per questo anteponiamo e posponiamo un momento di silenzio interiore ed esteriore, per questo si raccomanda puntualità alle lezioni, per evitare di disturbare e distrarre un momento di ricerca di unione tra Umano e Divino. 

Infine una breve nota sul “come”… L’OM non deve essere una sorta di belato…esso nasce in un qualche punto tra gli orecchi e fa vibrare il palato, il cranio ed il torace con un’esalazione prolungata, fluida e profonda al termine della quale si verifica un mula bandha spontaneo (contrazione degli sfinteri e del muscolo elevatore dell’ano). Quando i polmoni sono vuoti si inspira silenziosamente attraverso il naso per poi riprendere l’esalazione. L’OM viene avviato dall’insegnante cui tutti si accodano immediatamente dopo l’inizio della sua vocalizzazione. Esso in sostanza non va forzato, né mormorato, né gridato o pronunciato con tono troppo alto o distraente per gli altri, poiché il suo scopo è quello di esprimere un momento di raccoglimento e ricerca di intima unità...

Libero adattamento di Daniela Rapetti dai seguenti testi:
A. Van Lysebeth, TANTRA - L'altro sguardo sulla vita e sul sesso, Mursia
Glossario Sanscrito a cura di Asram Vidya
I.K. Taimni, La scienza dello Yoga - Commento agli Yogasutra di Patanjali, Ubaldini Editore
Appunti personali dell'insegnante